Amministratore di condominio Roma

Amministratore condominio Roma.

Perché hai solo il 3% di probabilità di trovare l’amministratore -professionista?

(Amministratore di condominio Roma)Prima di rispondere a questa domanda è bene tu sappia in quale contesto è inserito questo dato.

Negli ultimi vent’anni il mondo è cambiato e questo cambiamento è sotto gli occhi di tutti.

Vent’anni fa era impensabile immaginare di fare le video chiamate al telefono e oggi invece ormai è scontato.

In quegli anni riparare la tua macchina andavi dal meccanico che te la smontava in mille pezzi e adesso invece basta collegare due fili e attraverso l’elettronica individuare il problema. 


Il tuo condominio era un’entità pressoché invisibile per lo Stato e non doveva rendere conto a nessuno.

Adesso non è più così, il condominio e i condomini attraverso l’amministratore di condominio devono adempiere a una serie di obblighi fiscali nei confronti dello Stato.

Oltre agli adempimenti fiscali il condominio nel 2020 ha anche tante opportunità di usufruire di lavori o servizi gratuiti.


Ma andiamo per gradi.

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Quanto è complesso fare l’Amministratore di condominio (Roma)?

Di solito si pensa che fare l’amministratore di condominio sia facile: l’amministratore raccoglie i soldi, paga le bollette e intasca il proprio compenso. Forse ogni tanto risolve qualche guasto, ma alla fin fine non c’è molto altro. 

Se la pensi così posso dirti che hai assolutamente ragione. Di base il lavoro dell’amministratore è stato proprio questo fino alla fine degli anni Novanta, all’epoca dei dopolavoristi e pensionati. 

Poi il condominio è comparso sui radar dello Stato ed è diventato il sostituto d’imposta.

Cosa vuol dire? Vuol dire che se un professionista o una ditta ha fatto dei lavori nel tuo condominio e ti ha fatto la fattura, il tuo condominio deve pagare una parte della fattura al professionista o alla ditta e un’altra parte allo Stato.

Perché ti racconto questo (amministratore condominio Roma)? 

Per farti capire che da quel momento in poi è iniziato il declino dell’epoca dei dopolavoristi e pensionati che si dedicavano alla gestione del condominio.

L’amministratore da quel momento è passato pressoché da “zero responsabilità” alla responsabilità di dover versare entro la scadenza prestabilita dei soldi allo Stato per conto del condominio.

Inoltre, fino al 2013, qualunque persona poteva fare l’amministratore di condominio.

Non c’era nessun requisito per svolgere questa professione anche se l’amministratore si trovava a gestire centinaia di mila euro, se non milioni di euro.

Fino al 2013 ci trovavamo praticamente nel Far West.

Chiunque poteva diventare, da un giorno all’altro, un amministratore di condominio.

Non c’era nessun obbligo di far transitare i soldi sul conto corrente condominiale e per questo l’amministratore si trovava a gestire grandi quantità di contante. 

Era veramente difficile (se non impossibile) controllare i flussi di denaro dei condòmini.

Una prassi molto diffusa era quella di pagare i debiti di un condominio con i soldi di un altro condominio, creando una confusione senza fine nella contabilità.

Infatti, in questo lungo periodo tantissime persone, senza nemmeno conoscere alcunché sul condominio, sono diventate amministratori di condominio dall’oggi al domani per caso o perché non trovavano un altro impiego.

È chiaro che questa situazione ha generato molto caos e riempito le cronache dei giornali. L’amministratore di condominio è diventato un appellativo per persone poco capaci che vivono di espedienti poco leciti.

Dal 2013 è iniziata una nuova epoca in cui sono comparsi i primi requisiti per fare l’amministratore di condominio. 

Gli ultimi dati dicono che in Italia ci sono ben 300.000 (trecentomila) amministratori di condominio di cui solo circa 40.000 hanno fatto il corso per diventare amministratori di condominio.

Ma non tutti quelli che hanno ricevuto la qualifica di amministratore di condominio lo fanno in modo professionale: solo circa un quinto, cioè circa 8.000 persone, fanno il lavoro di amministratore come loro unica professione.

Solo il 3% dei 300.000 ha come attività principale “l’amministratore di condominio (amministratore di condominio Roma)”.

Perché?

Perché per troppo tempo questa professione è stata una professione di ripiego. Non solo, negli ultimi anni molti liberi professionisti (avvocati, geometri, ingegneri ecc.) si sono buttati sull’amministrazione condominiale per avere più lavoro e più introiti.

Molto spesso l’interesse principale non è quello di avere un condominio che funzioni come un orologio svizzero e di avere armonia e benessere in condominio. Il vero interesse è altro: seguire cause, fare progetti e fare lavori.

Non è sempre così, per carità, ma è chiaro che spesso c’è un evidente conflitto di interessi di chi gestisce il condominio non per il compenso amministratore, ma per altre regioni collaterali.

Per questi motivi è difficile riuscire a scegliere l’amministratore di condominio professionista che di professione faccia solo l’amministratore di condominio e il cui unico obiettivo è quello di curare i tuoi interessi e degli altri condòmini.

Se vuoi un professionista specializzato nell’amministrazione dei condomini, il cui obiettivo è curare il condominio senza avere altri interessi, allora Condes è quello che fa per te.

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